lunedì 7 febbraio 2011
Intellego, is, intellexi, intellectum, ere. Ah.
Sotto
il paradigma di un verbo,
il tuo
verso
s'è
sciolto
.
(Condannare gli occhi a visioni immaginarie, scolpirle su pietra e smeraldo. -diceva "dei sensi" un tizio, laggiù.- Fingere di sèmi che ignoro e non affronto, scomposizioni apparenti e scontrose, al capitolo III del libro a pois.)
Ho la voce rotta dalle correnti d'oltralpe, quelle stesse correnti che ho baciato mentre baciavo te, che assaporavo con gli occhi, nella trasparenza di un'aria trascinata.
E trascinata fino a qui.
venerdì 21 gennaio 2011
Chocolat
Ho ripensato a quella sera.
Le parole dette/gli sguardi appesi alla finestra,
i tuoi respiri,
le tue mani grandi
e le lacrime
ad asciugarsi sulla pelle nuda.
Legati al letto/da un dormiveglia ipnotico,
ci mescolavamo,
noi.
- Dipingemmo le lenzuola di bordeaux, quella sera.
Mangiammo cioccolato. -
E ti guardavo con "quegli occhi" che citi sempre tu,
li vedevo io, quegli occhi, sul volto tuo.
- Mangiammo cioccolato e musica,
sulle note francesi di Narcisse. -
- Mangiare cioccolato è quello che farò da grande, si. -
giovedì 20 gennaio 2011
Da lunedì.
"Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento,
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perchè il vento era amico e il cielo era grande,
...perchè il vento era amico ed il cielo era grande.
Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?".
Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà".
Il mio non è un aquilone, è una gru.
Sono ingrassata 5 chili
ed è il mio orgoglio.
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perchè il vento era amico e il cielo era grande,
...perchè il vento era amico ed il cielo era grande.
Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?".
Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà".
Il mio non è un aquilone, è una gru.
Sono ingrassata 5 chili
ed è il mio orgoglio.
mercoledì 19 gennaio 2011
La finta allegoria
Mettiamo le cose in chiaro.
Ho un'età giovane che a raccontarla non basterebbe il blog intero, ricca e magra allo stesso tempo. Ho una vita che è la mia, stretta, legata ad un cordone ombelicale che finisce chiuso dentro a un libro. E dico mia proprio perché di nessuno, all'infuori di me.
Fiera, astuta quanto basta, intensa e vigliacca, io.
Conosco bene gli sguardi, le attese, le bocche cucite, quelle sguaiate, io conosco bene la gente. I loro inganni, le loro menzogne, le loro gioie, il tono della loro voce. Poi mi piace far finta di niente, affrontare quegli inganni, sordi, assetati di decoro.
Non mi piace essere eccessiva, io amo le mezze misure.
Parlo di me e non dico. Sto cercando un modo giusto per raccontarmi veramente, nel caso ne sentissi la necessità.
Conosco bene l'assenza, quando ti coglie di sorpresa, col sorriso beffardo di chi ha più potere di te.
Non ho paura della mancanza, sono una maga nell'arte del fare a meno.
E la bacchetta magica funziona per tante altre cose.
Non corregge le bozze, lo si capisce.
A volte riesce a correggere il malumore.
Non riesce a farmi spiegare,
quando quel grigio asettico e reale,
diviene un dipinto floreale.
Io non ho paura, no.
"..E mi accorgo che la vita mia l'ho data,
quasi osannata,
le sono grata."
Ho un'età giovane che a raccontarla non basterebbe il blog intero, ricca e magra allo stesso tempo. Ho una vita che è la mia, stretta, legata ad un cordone ombelicale che finisce chiuso dentro a un libro. E dico mia proprio perché di nessuno, all'infuori di me.
Fiera, astuta quanto basta, intensa e vigliacca, io.
Conosco bene gli sguardi, le attese, le bocche cucite, quelle sguaiate, io conosco bene la gente. I loro inganni, le loro menzogne, le loro gioie, il tono della loro voce. Poi mi piace far finta di niente, affrontare quegli inganni, sordi, assetati di decoro.
Non mi piace essere eccessiva, io amo le mezze misure.
Parlo di me e non dico. Sto cercando un modo giusto per raccontarmi veramente, nel caso ne sentissi la necessità.
Conosco bene l'assenza, quando ti coglie di sorpresa, col sorriso beffardo di chi ha più potere di te.
Non ho paura della mancanza, sono una maga nell'arte del fare a meno.
E la bacchetta magica funziona per tante altre cose.
Non corregge le bozze, lo si capisce.
A volte riesce a correggere il malumore.
Non riesce a farmi spiegare,
quando quel grigio asettico e reale,
diviene un dipinto floreale.
Io non ho paura, no.
"..E mi accorgo che la vita mia l'ho data,
quasi osannata,
le sono grata."
martedì 18 gennaio 2011
venerdì 14 gennaio 2011
Lettera
"..Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa ."
"..dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti."
domenica 9 gennaio 2011
Mascara bianco
Le affinità che nascono incongruenze.
Il mio coraggio.
Impugno neve appena tolta dagli occhi,
la lascio cadere.
Le gocce ne scacciano il bianco,
ritrovo il mio sguardo
nella trasparenza sonora
di un tlin.
venerdì 31 dicembre 2010
Tempo 'Ponente'
Ho sussurrato -che pace-, tu -quale diversità- / T'ho raggiunto col pensiero negli angoli bui e in quelli freddi / le ho seguite quelle mani, anche quando,/ferme e giunte, si sforzavano di camminare / Quel tempo, il mio nemico, il mio più grande amico, / ha creato solchi così profondi, crepe e segni lungo i volti / sulle braccia, ha toccato anche le mani. / Quel tempo, come il vento, ne ha spostate di nubi / ne ha cambiate di giornate.
Noi no, mi dici, noi no, ti dico. Le stesse, noi.
Eppure le tue mani sono fredde, amica mia.
Eppure le mie mani, quella pelle, non la conoscono più.
mercoledì 22 dicembre 2010
Interpunzione, nemica
Preparo i bagagli, torno a casa.
Le voglio rileggere, le mie pagine.
Farne una sintesi, nutrirne i miei sensi.
Mettere un punto .
(I propositi di sempre, da realizzare ancora.
Senza tremare più.)
Iscriviti a:
Post (Atom)