giovedì 3 marzo 2011

Il teorema (di cose tipo: S = f x v blabla)

La realtà mi sbatte in faccia da una vita.
Ho la speranza di spostarne i confini, di stravolgerne i limiti.


Ieri, ad ascoltare i suoni di uno strumento a corde tese, pensavo che, se ci si basasse sulla matematica dei comportamenti, non ne uscirebbe che un risultato fasullo, di formule e teoremi che non hanno un diretto riscontro, e tangibile.
Pensavo che la fisica insegna che per spostare un corpo, per far muovere qualcosa, bisogna esercitare su questo una forza ed una velocità, una qualunque velocità, intesa come tempo impiegato per. E il tempo corre, ma a volte corre p i a n o.





Ciò che avevo mosso è tornato al suo posto.
A sbatter la testa e il corpo contro il muro, senza parlare.
A dire a me stessa, oggi, che ogni cosa ha un suo peso, un suo movimento, una sua legge. A dirmi che se una formula c'è, dà luogo ogni volta ad un risultato differente, a seconda del corpo e del suo spostamento.

Pensavo, poi, che farei bene a pensare a fiorellini e farfalle e al niente, piuttosto che intrecciarmi al filo logico di questo discorso, ammesso che ne abbia uno.
Ma se un filo c'è, non ha una fine.


"Ho iniziato come pittrice e, quando ho fatto la mia prima performance, ho scoperto due cose: l'ENERGIA, che si produceva nell'azione, e il fatto che lì il TEMPO è parte del lavoro."      Marina Abramovic 

mercoledì 2 marzo 2011

Signora Opportunità



La Signora Opportunità ha il trucco sbavato, macchie nere intorno agli occhi, lacrime di rimmel sulle guance. Ma sorride. Si, lei sorride. Perché niente ha e niente perde quando si tirano giù i dadi e la sorte decide il da farsi.
Se le facce dei dadi non barano, e se il risultato non ti spaventa, la Signora non sorride più.



L'ho vista passeggiare in Via Duecento mentre frugava nella borsa, la borsa di un'altra. E rubava qualcosa, forse un rossetto.
A colorarsi di rosso le labbra, a rendersi ancor più provocante.

Io l'ho vista mille volte, con quei tacchi storti e cigolanti, ubriaca e barcollante, afferrarmi un braccio e trascinarmi.
A graffiarle le braccia per difendermi, io, come un folle che conosce per la prima volta la ragione.




La vedo. E' sdraiata e canta, la stronza, a desiderare la mia invidia. Vuole che io vada con lei.La seguirei, se solo la meta non fosse così lontana.
Un luogo fermo in una fotografia, un luogo muto delle frasi che vorrei


La Signora Opportunità tira i dadi e se ne frega, ché tanto,
nel caso, son io che            qual(?)cosa.
                               perdo                         
                                                                       

lunedì 7 febbraio 2011

Intellego, is, intellexi, intellectum, ere. Ah.


Sotto
il paradigma di un verbo,
il tuo
verso
s'è
sciolto
.

(Condannare gli occhi a visioni immaginarie, scolpirle su pietra e smeraldo. -diceva "dei sensi" un tizio, laggiù.- Fingere di sèmi che ignoro e non affronto, scomposizioni apparenti e scontrose, al capitolo III del libro a pois.)

Ho la voce rotta dalle correnti d'oltralpe, quelle stesse correnti che ho baciato mentre baciavo te, che assaporavo con gli occhi, nella trasparenza di un'aria trascinata.

E trascinata fino a qui.

sabato 22 gennaio 2011

venerdì 21 gennaio 2011

Chocolat


Ho ripensato a quella sera.

 Le parole dette/gli sguardi appesi alla finestra,
i tuoi respiri,
le tue mani grandi

e le lacrime
ad asciugarsi sulla pelle nuda.

Legati al letto/da un dormiveglia ipnotico,
ci mescolavamo,
noi.







         - Dipingemmo le lenzuola di bordeaux, quella sera.
           Mangiammo
cioccolato. -


E ti guardavo con "quegli occhi" che citi sempre tu,
li vedevo io, quegli occhi, sul volto tuo.

         - Mangiammo cioccolato e musica,
           sulle note francesi di Narcisse. -



- Mangiare cioccolato è quello che farò da grande, si. -


giovedì 20 gennaio 2011

Da lunedì.

"Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento,
un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perchè il vento era amico e il cielo era grande,
...perchè il vento era amico ed il cielo era grande.

Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
non le sembra un po' idiota questa sua occupazione?".
Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà". 







Il mio non è un aquilone, è una gru.
Sono ingrassata 5 chili

ed è il mio orgoglio.




mercoledì 19 gennaio 2011

La finta allegoria

Mettiamo le cose in chiaro.
Ho un'età giovane che a raccontarla non basterebbe il blog intero, ricca e magra allo stesso tempo. Ho una vita che è la mia, stretta, legata ad un cordone ombelicale che finisce chiuso dentro a un libro. E dico mia proprio perché di nessuno, all'infuori di me.

Fiera, astuta quanto basta, intensa e vigliacca, io.

Conosco bene gli sguardi, le attese, le bocche cucite, quelle sguaiate, io conosco bene la gente. I loro inganni, le loro menzogne, le loro gioie, il tono della loro voce. Poi mi piace far finta di niente, affrontare quegli inganni, sordi, assetati di decoro.

Non mi piace essere eccessiva, io amo le mezze misure.
Parlo di me e non dico. Sto cercando un modo giusto per raccontarmi veramente, nel caso ne sentissi la necessità.

Conosco bene l'assenza, quando ti coglie di sorpresa, col sorriso beffardo di chi ha più potere di te.
Non ho paura della mancanza, sono una maga nell'arte del fare a meno.
E la bacchetta magica funziona per tante altre cose.
Non corregge le bozze, lo si capisce.
A volte riesce a correggere il malumore.
Non riesce a farmi spiegare,
quando quel grigio asettico e reale,
diviene un dipinto floreale.



Io non ho paura, no.







"..E mi accorgo che la vita mia l'ho data,
quasi osannata,
le sono grata."

martedì 18 gennaio 2011

Due me

Farmi serva,
poi padrona

del rosato delle mani mie,
farmi serva,
poi padrona
delle mie manie
.











venerdì 14 gennaio 2011

Lettera


"..Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa

e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,

l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa
."






"..dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti.
"




domenica 9 gennaio 2011

Mascara bianco


Le affinità che nascono incongruenze.
 Il mio coraggio
.




Impugno neve appena tolta dagli occhi,
la lascio cadere.
Le gocce ne scacciano il bianco,
ritrovo il mio sguardo
nella trasparenza sonora
di un
tlin.